E' stata una settimana sufficientemente intensa da farmi ricominciare a scrivere sul blog.
L'evento scatenante del Back to Blog è avvenuto ieri: la cornice è il pranzo al ristorante nipponico con i colleghi, io preferisco spezzatino e polenta, ma ormai è più facile trovare cibo giapponese che spezzatino in Italia o almeno a Milano. Nel recarci al ristorante, abbiamo attraversato il parco, un piccolo parco, che comprende anche una scuola media, i ragazzini stavano uscendo in massa, tutti felici e affamati. Davanti a noi, tra la monotonia delle le macchine dei genitori facevano il pieno di ragazzi, si staglia una berlina bianca, parcheggiata proprio di fronte la scuola. Era un taxi sui cui stavano salendo 4 ragazzini. Tornare a casa in Taxi: che stile infinito. È come accendersi una sigaretta con 50 Euro o spaccare il bicchiere dopo aver bevuto! Volevo precisare: io non ho mai utilizzato il taxi per tornare da scuola solo perchè in provincia i taxi non ci sono.
Questa settimana ho finalmente firmato il contratto e ora sono tranquillo, ho anche preso una serie di decisioni e rotto gli indugi, ma questa è un'altra storia.
Oggi il mio amico Andrea (a.k.a. Gero) mi ha segnalato una canzone che ha dato vita a una discussione quantomeno surreale che gira intorno un altro episodio di questa settimana. Enjoy
Andrea scrive: regalo per te sul mio facebook (una canzone di Frank Turner: “The Ballad Of Me And My Friends” ndr)
Simone scrive:vado!
Simone scrive:Gero
Simone scrive:è stupenda
Andrea scrive:il testo da panico
Andrea scrive:dai dai proponila a linus
Simone scrive:fa venire i brividi
Andrea scrive:rubrica new artist
Simone scrive:ti ci rivedi vero su quel flight?
Andrea scrive:uettone & gero live from marbella
Andrea scrive:"deejay on the beach" new artists from marbella
Andrea scrive:e ci facciamo aprire un bar
Simone scrive:seeee
Andrea scrive:dove ospitiamo new artist
Simone scrive:anche se qui va tutto dal culo e ci dobbiamo mettere i risparmi :)
Andrea scrive:50% l'espresso 25% gerosa 25% zanelli
Simone scrive:nn male :)
Simone scrive:lo sai che proprio due sere fa
Simone scrive:ero al parco a fumarmi una zanca e bermi una birra con Giorgio
Simone scrive:cazzo ho cominciato a raccontargli un'infinità di episodi incredibili che mi sono successi
Simone scrive: a un certo punto mi sono chiesto se ci credeva o pensava che gli raccontassi delle balle
Andrea scrive:chi cazz'è giorgio??
Simone scrive:we've got the best stroy to tell
Simone scrive:giorgio
Simone scrive:il tipo di francy
Simone scrive:l'hai conosciuto a casa mia
Andrea Gerosa scrive:aahhh
Andrea Gerosa scrive:si si
Simone scrive:pirla pensavi ad Azzurra?
Andrea scrive:no no
Simone scrive:diventava un caso diplomatico...
Andrea scrive:pensavo giorgio gori
Simone scrive:sei il mio mito
Andrea scrive:sai mondo dei media
Andrea scrive:radio
Simone scrive:già...
Andrea scrive:che cazzo ne so
Simone scrive:armani
Simone scrive:gaber
Simone scrive:albertazzi
Simone scrive:(gaber buon anima)
Andrea scrive:gaber buon cervello
Simone scrive:meglio degli altri due..
Andrea scrive:ah beh che paragone, pero' pare che armani sia uno tosto
Andrea scrive:mi piacerebbe lavorarci insieme
Simone scrive:ad Armani?
Andrea scrive:si
Simone scrive:ci credo
Andrea scrive:AG AG
Simone scrive:sembra una spa tedesca al cubo
Andrea scrive:armani giorgio andrea gerosa agnelli gianni
Andrea scrive:trova l'intruso
Simone scrive::)
Simone scrive:anche azzurra giorgio
Andrea scrive:ahahahah
Andrea scrive:grande
Andrea scrive:lo vuoi un consigliio?
Andrea scrive:prenota un aereo, vieni a trovarmi, sta casa ce l'ho fino a fine estate, godiamocela
Simone scrive:hai ragione gero
Simone scrive:cazzo la vita scorre
Andrea scrive:but we ve all the best stories to tell
Oggi Vado a Venezia, il 2009 ha finlamente inizio?
La campagna è da sempre la mia meta preferita, non solo per i fine settimana, ma anche come tipologia ideale di luogo dove vivere. Chi mi sta vicino, sa che uno dei principali argomenti per cui mi lamento è il caos che regna a Milano e di quanto poco mi piaccia vivere qui.
Anche se l'utilizzo della biciletta per andare e tornare dal lavoro, ha migliorato sensibilemnte la situazione, i conti non tornavano: il senso di disagio di vivere in una metropoli non può essere compensato solo dalla comodità di avere il cinema e il centro commerciale sotto casa.
Almeno fino a ieri.
Lungo la pista ciclabile che percorro tutte le mattine e tutte le sere, ci sono dei piccoli campetti da calcio, circondati da alte recinzioni che impediscono alla palla di essere calciata fuori e di essere irrimediabilemnte persa. Una mattina della settimana scorsa, mentre andavo al lavoro, ho visto dei ragazzini giocare con un adulto, a calcio. La scena era strana: in pieno orario di scuola, dei bambini, una decina che giocano a calcio con un adulto. Mentre mi avvicino vedo che questi bambini sono una scolaresca e l'adulto il loro insegnante, tutti i bambini, nessuno escluso e il loro maestro avevano in testa la kippah, il copricapo che abitualmente usano gli ebrei osservanti.
Non avevo mai vista nulla di così lontano dal mio vivere quotidiano, se non in televisione.
Anche se questo non smetterà di farmi lamentare o di continuare a sognare la campaga devo dire: grazie Milano!
Una volta ascoltavo tantissima musica, ero sempre informatissimo sulle novità, non solo nel panorama della musica pop, ma anche in quella più di nicchia: la ‘alternative’. Conducevo una vita assolutamente spensierata e camminando per strada non avevo bisogno di ascoltare musica, mi bastava il suono della natura. Tuttora, quando vado a correre, lascio il mio lettore di mp3 à la maison, per poter ascoltare, o meglio sentire, il mio fiato, il suono degli alberi mossi dal vento, generato dal cambiamento della pressione atmosferica, il suono dei piedi che calpestano ora il pietrisco sull’asfalto, ora i sassi sullo sterrato, e di tanto in tanto l’erba, che li fa frusciare e inumidisce la tomaia delle scarpe.
Ora due contingenze, della cui non transitorietà sono preoccupato, mi impediscono di andare a correre nei boschi: la tallonite e il mio domicilio sito nel centro di Milano. Disastro? No: scoperta.
Prima di spiegare la scoperta devo fare un breve preambolo. Per arrivare in ufficio sono solito prendere la linea 30, il tram, che percorre la circonvallazione interna. Il percorso della linea 30 annovera tra le sue fermate la Darsena, mirabile opera d’ingegno costruita, se non ricordo male, nel ‘400 su progetto di Leonardo ad opera della Fabbrica del Duomo. Attualmente sulla Darsena sono in corso dei lavori di sostituzione delle rotaie, che impediscono il transito dei tram. L’ ATM, la società che gestisce i mezzi pubblici a Milano, ha previsto un servizio di navetta per ovviare all’impedimento. Purtroppo, la navetta passa raramente e impiega molto tempo a raggiunger il punto dove il 30 riprende il percorso in modo regolare. Questa situazione mi costringe quotidianamente a fare una lunga, quanto salutare passeggiata a piedi.
Questa gradevole passeggiata diventa addirittura piacevole, quando ascolto qualche canzone. Qualche giorno fa, mi trovavo a fare il solito percorso quando una canzone, molto bella, sentita decine di volte, mi ha svelato la sua vera natura. Una canzone che credevo fosse d’amore per una persona, era invece una canzone d’amore per
Aggiornamento: dopo aver scritto il post ho cercato il video su You Tube e mi sono reso conto che nel video, Jovanotti cammina per le strade di una città... Allora avevo capito tutto!
La settimana scorsa sono stato troppo pieno di impegni per scrivere sul blog. Cazzata. Bisogna dedicare più tempo a se stessi, questa è la verità. Prendo quindi a prestito uno dei buoni propositi per il 2008 di Silvio, più precisamente quello in cui si impegna a scrivere almeno 5 giorni alla settimana sul suo blog, e lo faccio mio. Anche perchè se vogliamo creare questo ponte ideale tra Torino e MIlano bisogna pur iniziare da qualche parte, e inoltre come dice Simo parlando di Torino, qui a Milano sono io 'il padrone di casa' , almeno per i miei amici.
Questo è solo un lungo preambolo. Oggi stavo cercando su internet una palestra dove iscrivermi, dopo una breve ricerca arrivo su un sito di una nota palestra milanese, in cui mi si parla di personal trainer, swimming pool (la piscina?), pilates, free body ecc. Accendo la TV e mi accorgo dell'uso sempre fuori luogo degli aggettivi: una dichiarazione è sempre dura, uno scontro è sempre agghiacciante.
Mi sento parlare e mi accorgo che addirittura io, che ho sempre utilizzato i superlativi a sproposito (bellissmo, stupendissimo, bravissimo, fighissimo) ho mediato la desinenza dei superlativi per gli aggettivi che finiscono in -re, acre, acerrimo, ma anche bellerrimo , figherrimo, tanterrimo... (grazie vale)
Credo quindi che sia necessario fermarci tutti a riflettere e fare un uso più consapevole delle parole. Lascio una chicca: un pezzettino meraviglioso di un film noiso (per me) di Moretti: Palombella Rossa
Il mio lavoro è creativo, io penso delle cose, poi le scrivo, le comunico ai mie colleghi, mi confronto, ne verifico la fattibilità e poi vengono realizzate. Oppure uno mi dice: "Lo sai che sarebbe figo fare questo" oppure: "Perchè non facciamo anche noi quello...", dicendo qualcosa assoultamente banale o che hanno già tutti, io ci penso e tiro fuori delle idee, così come se fossero sempre state lì, in attesa che venisse l'occasione buona per tirarle fuori. La soddisfazione più grande non è vederle realizzate o sentirsi dire bell'idea!, poi ci si abitua anche se fa sempre molto piacere, il piacere più grande è l'esatto momento in cui nascono, in cui le senti fluire prendere forma e più ci pensi e più ne arrivano altre.
Qualc'uno che ha une bella vena creativa è Lasse Gjertsen, godetevi tutto il video e soprattutto ascoltate...
Il mio amico Silvio non mangia Kebab, e io lo stimo. Ogni volta che gli ho chiesto di andare a mangiare un kebab lui mi ha invariabilmente risposto, "Io non mangio kebab io sono Piemontese e mangio bollito". Il suo ragionamento era di una linearità semplice ed efficace, così inappellabile che non provavo neppure a insistere. Un take away di bollito però è qualcosa che va al di là dell'immaginazione, al di là del senso del business, al di là di aprirsi una partita iva per vendere bollito in un chiosco.
Invece a Verona mi sono imbattuto in Antichi Sapori, un negozietto che vende Bolliti, Arrositi, Pearà e altre delizie tipiche del Nord Italia e in particolare del Veneto. Si entra e si chiede un panino con l'arrosto o con il bollito o ancora con una fettina di cotechino e la Pearà sopra! Ci si siede con un bicchiere di Val Policella o di Lugana e si mangia, ma la differenza con MacDonald o un qualunque kebabbaro è il gusto, quello sano della nostra terra, il sapore della nostra tradizione, non di roba perconfezionata oltre oceano o con spezie, che per quanto buone, non fanno parte del nostro DNA.
Oviamente la prima volta che Silvio è venuto a Verona l'ho portato a vedere questo gioiello degno di diventare l'ospite d'onore del prossimo salone di Slow Food, purtroppo era chiuso, ma ho garantito io sulla bontà del prodotto venduto..
Immagino i bambini che invece di tirare i genitori verso il MacDonald per un Big Mac li costringono a portarli a mangiare un panino con l'arrotsto, magari sorseggiando Coca Cola..
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(p)Link
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