Comincio a scrivere senza un titolo perchè non so cosa scrivere, o meglio, ho cosi tante cose da scrivere che connotarle tutte con un titolo, prima ancora di cominciare, mi sembra un'eccessiva limitazione. Basta Pillole. Le Pillole sono come la polvere sotto il tappeto, un escamotage da utilizzare a piccole dosi. Vedo che piacciono, ma è troppo comodo...
Spenderei tutti i miei soldi in viaggi. La verità è che sto cominciando a scandire la mia vita e il tempo che scorre, con i viaggi che ho programmato, come se fossero delle milestone, degli obbiettivi. Non sarebbe neppure una visione negativa, se non fosse che temo di perdere un po' il gusto per il presente. Non si puo sempre pensare a cosa fare in futuro, a cosa comprare, quando partire, insomma, passare il proprio tempo a progettare. L'ambizione non è una scusa, il rischio è l'insoddisfazione.
Ieri, però, c'è stato un momento di vero e assoluto godimento del presente: stavo andando a cena, mi ero appena fatto una doccia e indossavo panni puliti, ero in autostrada, vuota, la macchina ronzava e la strumentazione, illuminata di grigio, mi assicurava che nessun punto della patente mi sarebbe stato sottratto. Ascoltavo la radio, Kate Nash, e in quel momento, guardando fuori dal finestrino, ho avuto la sensazione di essere totalmente avvolto nel presente, non pensavo, sentivo e basta: relax, soddifazione, tranquillità. E' stato bellisimo.
Le settimane congestionate, come questa che sta finendo, mi impediscono spesso di scrivere tutti post che vorrei e poi me li scordo. Arriva il venerdì e la voglia di tirare le fila si fa sentire. La mia casa è un disastro: è sporca e io non trovo il tempo di pulire e mettere in ordine, questo è male. Ho conosciuto Rocco Siffredi, è un personaggio! Ho richesto una carta di credito a canone zero, ora vediamo se me la danno, la mi assicurazione domenica scade, l'ho rinnovata, ma è stata un'odissea. Ho scoperto una cantante fantastica, si chiama Kate Nash, in questi giorni ci scriverò un post. I blog dei miei amici sono stupendi, grazie di scrivere così tanto, anche se mi sento un maledetto lavativo visto che non scrivo mai! Stasera vado a mangiare al messicano con Anna, Silvio e Laura.
Devo: iscrivermi in palestra, pulire la casa, comprarmi qualcosa per l'estate (polo, scarpe ecc), cambiare una lampadina della macchina, andare a casa: ciao.
Una volta ascoltavo tantissima musica, ero sempre informatissimo sulle novità, non solo nel panorama della musica pop, ma anche in quella più di nicchia: la ‘alternative’. Conducevo una vita assolutamente spensierata e camminando per strada non avevo bisogno di ascoltare musica, mi bastava il suono della natura. Tuttora, quando vado a correre, lascio il mio lettore di mp3 à la maison, per poter ascoltare, o meglio sentire, il mio fiato, il suono degli alberi mossi dal vento, generato dal cambiamento della pressione atmosferica, il suono dei piedi che calpestano ora il pietrisco sull’asfalto, ora i sassi sullo sterrato, e di tanto in tanto l’erba, che li fa frusciare e inumidisce la tomaia delle scarpe.
Ora due contingenze, della cui non transitorietà sono preoccupato, mi impediscono di andare a correre nei boschi: la tallonite e il mio domicilio sito nel centro di Milano. Disastro? No: scoperta.
Prima di spiegare la scoperta devo fare un breve preambolo. Per arrivare in ufficio sono solito prendere la linea 30, il tram, che percorre la circonvallazione interna. Il percorso della linea 30 annovera tra le sue fermate la Darsena, mirabile opera d’ingegno costruita, se non ricordo male, nel ‘400 su progetto di Leonardo ad opera della Fabbrica del Duomo. Attualmente sulla Darsena sono in corso dei lavori di sostituzione delle rotaie, che impediscono il transito dei tram. L’ ATM, la società che gestisce i mezzi pubblici a Milano, ha previsto un servizio di navetta per ovviare all’impedimento. Purtroppo, la navetta passa raramente e impiega molto tempo a raggiunger il punto dove il 30 riprende il percorso in modo regolare. Questa situazione mi costringe quotidianamente a fare una lunga, quanto salutare passeggiata a piedi.
Questa gradevole passeggiata diventa addirittura piacevole, quando ascolto qualche canzone. Qualche giorno fa, mi trovavo a fare il solito percorso quando una canzone, molto bella, sentita decine di volte, mi ha svelato la sua vera natura. Una canzone che credevo fosse d’amore per una persona, era invece una canzone d’amore per
Aggiornamento: dopo aver scritto il post ho cercato il video su You Tube e mi sono reso conto che nel video, Jovanotti cammina per le strade di una città... Allora avevo capito tutto!
-“Buongiorno, vorrei iscrivermi nella vostra palestra, potete darmi qualche informazione, per cortesia?”
-“Certamente, le devo fissare un appuntamento con un consulente, ma ora sono tutti impegnati”
-“…”
-“Se vuole lasciarmi il numero la farò ricontattare per fissare un appuntamento domani.”
-”Sì, ma io vorrei solo sapere i prezzi dell’abbonamento”
-"Sì, signore, posso lasciarle delle brochure (ma come parlaaaaaaaaa?!?), ma per i prezzi serve il consulente”
-”Facciamo così, mi dica quanto devo aspettare così al consulente gli parliamo stasera, va bene?”
-”Ah che fortuna, si è appena liberata Jinny”
La cosa più incredibile è che non c’è alcuna nota di demerito in tutto ciò, mi piace tantissimo, mi sa che farò lì un abbonamento, di un anno. Si perché al numero due della mia lista dei buoni propositi per il 2008 c’è anche dare una forma al mio corpo ormai perfettamente adattato alla sedentarietà.
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La settimana scorsa sono stato troppo pieno di impegni per scrivere sul blog. Cazzata. Bisogna dedicare più tempo a se stessi, questa è la verità. Prendo quindi a prestito uno dei buoni propositi per il 2008 di Silvio, più precisamente quello in cui si impegna a scrivere almeno 5 giorni alla settimana sul suo blog, e lo faccio mio. Anche perchè se vogliamo creare questo ponte ideale tra Torino e MIlano bisogna pur iniziare da qualche parte, e inoltre come dice Simo parlando di Torino, qui a Milano sono io 'il padrone di casa' , almeno per i miei amici.
Questo è solo un lungo preambolo. Oggi stavo cercando su internet una palestra dove iscrivermi, dopo una breve ricerca arrivo su un sito di una nota palestra milanese, in cui mi si parla di personal trainer, swimming pool (la piscina?), pilates, free body ecc. Accendo la TV e mi accorgo dell'uso sempre fuori luogo degli aggettivi: una dichiarazione è sempre dura, uno scontro è sempre agghiacciante.
Mi sento parlare e mi accorgo che addirittura io, che ho sempre utilizzato i superlativi a sproposito (bellissmo, stupendissimo, bravissimo, fighissimo) ho mediato la desinenza dei superlativi per gli aggettivi che finiscono in -re, acre, acerrimo, ma anche bellerrimo , figherrimo, tanterrimo... (grazie vale)
Credo quindi che sia necessario fermarci tutti a riflettere e fare un uso più consapevole delle parole. Lascio una chicca: un pezzettino meraviglioso di un film noiso (per me) di Moretti: Palombella Rossa
Sono di corsa, come tutti i venerdì. Stamattina ho girato un bel po' prima di trovare parcheggio, e ho parcheggiato su un marciapiede tra gli alberi... è un atto di fede, speriamo non ci sia la multa. Oggi ho mangiato la pizza in un posto che assomiglia a una birreria tedesca, si chiama Da Mimmo, si beve birra in lunghi tavolacci tipo Oktoberfest e si mangia pizza. Il massimo. Oggi ho avuto un'idea brillante. Oggi ho fatto delle belle foto, a qualcuno che ho ascoltato tante volte Oggi ho capito che un sistema solido va avanti anche se non è perfettamente organizzato. Oggi ha fatto caldo. Vado a Verona.
Il mio lavoro è creativo, io penso delle cose, poi le scrivo, le comunico ai mie colleghi, mi confronto, ne verifico la fattibilità e poi vengono realizzate. Oppure uno mi dice: "Lo sai che sarebbe figo fare questo" oppure: "Perchè non facciamo anche noi quello...", dicendo qualcosa assoultamente banale o che hanno già tutti, io ci penso e tiro fuori delle idee, così come se fossero sempre state lì, in attesa che venisse l'occasione buona per tirarle fuori. La soddisfazione più grande non è vederle realizzate o sentirsi dire bell'idea!, poi ci si abitua anche se fa sempre molto piacere, il piacere più grande è l'esatto momento in cui nascono, in cui le senti fluire prendere forma e più ci pensi e più ne arrivano altre.
Qualc'uno che ha une bella vena creativa è Lasse Gjertsen, godetevi tutto il video e soprattutto ascoltate...
Il 21 marzo si parte, destinazione Berlino, per tutti quelli che:
- partono con me
- non partono con me e saranno tristi perchè non mi vedranno per qualche giorno
- non partono con me e vogliono festeggiare perché me ne vado via per un po'
ecco un aggeggio (grazie simone) che vi aiuterà
Non ho mai apprezzato i graffitari, anzi non li sopporto, credo che imbrattino le città, ma mi sono imbattuto in un sito che mi ha fatto ricredere.
A volte una frase scritta a pennarello riesce demolire solgan senza alcun significato creati dai guru del marketing.

Ho sempre creduto che la poesia fosse una via espressiva a me poco congeniale, ma alcuni autori e Benigni, in tempi recenti, mi hanno avvicinato a questa forma espressiva; i graffitari con il dono della sintesi riescono a trasformare un cartello stradale in qualcosa che sembra il verso di una poesia o uno slogan...

Infine: il dono della sintesi è per pochi, e questi pochi lo usano per lasciare un segno dove altri pochi lo possono leggere.
Ho scelto tre immagini, ma ce ne sono altre, bellissime. Se volete visitare il sito , poi ditemi quali di questi esempi di sintesi vi hanno maggiormente colpito.
Il mio amico Silvio non mangia Kebab, e io lo stimo. Ogni volta che gli ho chiesto di andare a mangiare un kebab lui mi ha invariabilmente risposto, "Io non mangio kebab io sono Piemontese e mangio bollito". Il suo ragionamento era di una linearità semplice ed efficace, così inappellabile che non provavo neppure a insistere. Un take away di bollito però è qualcosa che va al di là dell'immaginazione, al di là del senso del business, al di là di aprirsi una partita iva per vendere bollito in un chiosco.
Invece a Verona mi sono imbattuto in Antichi Sapori, un negozietto che vende Bolliti, Arrositi, Pearà e altre delizie tipiche del Nord Italia e in particolare del Veneto. Si entra e si chiede un panino con l'arrosto o con il bollito o ancora con una fettina di cotechino e la Pearà sopra! Ci si siede con un bicchiere di Val Policella o di Lugana e si mangia, ma la differenza con MacDonald o un qualunque kebabbaro è il gusto, quello sano della nostra terra, il sapore della nostra tradizione, non di roba perconfezionata oltre oceano o con spezie, che per quanto buone, non fanno parte del nostro DNA.
Oviamente la prima volta che Silvio è venuto a Verona l'ho portato a vedere questo gioiello degno di diventare l'ospite d'onore del prossimo salone di Slow Food, purtroppo era chiuso, ma ho garantito io sulla bontà del prodotto venduto..
Immagino i bambini che invece di tirare i genitori verso il MacDonald per un Big Mac li costringono a portarli a mangiare un panino con l'arrotsto, magari sorseggiando Coca Cola..
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(p)Link
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